Quattro giri fra due confini
Si parte dal campeggio e in giornata si arriva a un ghiacciaio, a una trincea o in un altro Stato.
Il vantaggio di una regione piccola è che tutto è raggiungibile in giornata. Questi quattro giri partono dalla costa o da Udine e tornano la sera, senza rifare la stessa strada.
I paesi rifatti dopo il terremoto
Nel 1976 il terremoto rase al suolo mezzo Friuli. Gemona e Venzone furono ricostruite pietra su pietra, numerando i conci caduti: oggi sembrano intatte, e il fatto che non lo siano è la cosa più interessante da sapere prima di entrarci. Il giro tocca Venzone, Gemona e il lago di Cavazzo, e dura mezza giornata.

Il Carso e le osmize
Da Trieste si sale sull'altopiano e si fa il giro fra Opicina, Monrupino e Duino: falesie a picco sul golfo, la Val Rosandra, la Grotta Gigante. Nelle settimane giuste si mangia in un'osmiza, che è una cantina di famiglia aperta per legge un mese l'anno, segnalata da una frasca appesa all'incrocio.
La Grande Guerra
Sull'Isonzo e sul Carso goriziano si combatte per due anni e mezzo, e il paesaggio ne porta i segni: il sacrario di Redipuglia con i suoi centomila nomi, le trincee del Monte San Michele, il museo all'aperto del Kolovrat sul crinale sloveno. È un itinerario che con i ragazzi funziona meglio di qualsiasi libro.
Su, fino al confine
Da Udine si risale il Canal del Ferro fino a Tarvisio, si fa il giro dei laghi di Fusine e si torna dal passo del Predil. In un'ora si è in Austria o in Slovenia, e i tre confini si toccano al Monte Forno, dove c'è un cippo e una vista che ripaga la salita.