Una regione di confine, e si vede
Un milione e duecentomila abitanti, quattro province e tre lingue che si incontrano in centocinquanta chilometri.
Qui l'Italia finisce e comincia qualcos'altro. Il Friuli Venezia Giulia sta nell'angolo dove l'arco alpino si piega verso est e la pianura padana si esaurisce nel golfo: per questo ha dentro cose che altrove stanno a settecento chilometri di distanza. In una giornata si passa dalla sabbia di Lignano alle pareti del Montasio, e per strada si sentono parlare italiano, friulano e sloveno.
Quattro pezzi diversi
La costa è divisa in due: da Lignano a Grado è sabbia bassa e lagune, da Duino a Muggia sono falesie di calcare e il mare diventa subito profondo. Dietro c'è la pianura, che a nord si riempie di ghiaie portate dai torrenti e a sud diventa terra d'acqua, con le risorgive. Più su ci sono le colline del Collio e dei Colli Orientali, e in fondo le Alpi: Carniche a ovest, Giulie a est.

Dove stanno i campeggi
Quasi tutti fra Lignano e Grado, e sono villaggi veri: pinete, piscine, animazione, accesso diretto alla spiaggia. Lignano è più grande e più vivace, Grado è un'isola e ha un'aria più quieta. In montagna, intorno a Tarvisio, ce ne sono alcuni aperti tutto l'anno, con la particolarità che d'inverno servono anche gli sciatori. In mezzo, nella pianura e sul Carso, sono rari.
La mattina in spiaggia, il pomeriggio in montagna. Qui non è un modo di dire.
Quello che dicono i gestori dei campeggi di Lignano
Come organizzarsi
La base si sceglie sulla costa e da lì si gira, perché le distanze sono corte: Udine è a cinquanta chilometri da Lignano, Trieste a novanta da Grado, Tarvisio a centoquaranta. Anche la Slovenia e l'Austria sono a un'ora, e il confine non si vede più.
L'unica cosa che conviene sapere è la bora. Soffia soprattutto d'inverno e sul Carso, e quando arriva davvero sposta le cose: una tenda montata male, per esempio. Sulla costa sabbiosa, a ovest dell'Isonzo, si sente molto meno.